Difesa planetaria: conosciamo solo il 40% degli asteroidi pericolosi

La difesa planetaria è entrata in una nuova fase negli ultimi anni. Sappiamo deviare un asteroide. Lo abbiamo dimostrato. Ma resta una domanda molto più semplice e molto più scomoda: sappiamo davvero dove si trovano tutti quelli che potrebbero colpire la Terra?

Il paradosso nasce proprio qui.Nel 2022 la missione Double Asteroid Redirection Test della NASA ha colpito l’asteroide Dimorphos a oltre 22.000 chilometri orari, modificandone l’orbita. Per la prima volta nella storia l’umanità ha dimostrato di poter alterare intenzionalmente la traiettoria di un corpo celeste. Un risultato storico. Ma nel 2026 la situazione appare molto meno rassicurante.

Gli asteroidi vicini alla Terra

Gli astronomi stimano che esistano circa 25.000 asteroidi vicini alla Terra con dimensioni superiori ai 140 metri. Sono oggetti abbastanza grandi da distruggere un’intera città in caso di impatto.

Il problema è che ne conosciamo solo il 40%.
Gli altri, circa 15.000 asteroidi, orbitano da qualche parte nel sistema solare interno invisibili ai nostri sistemi di osservazione. E qui la difesa planetaria incontra il suo limite più evidente: come possiamo difenderci da qualcosa che non vediamo?

Definizione

La difesa planetaria è l’insieme di tecnologie e programmi scientifici dedicati all’individuazione, al monitoraggio e alla deviazione degli asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra.

Il telescopio NEO Surveyor e il futuro della difesa planetaria

La tecnologia per individuare molti di questi oggetti esiste già. Si chiama NEO Surveyor ed è un telescopio spaziale a infrarossi progettato per individuare asteroidi che sfuggono ai telescopi tradizionali.

Molti oggetti infatti restano invisibili perché:

  • sono troppo scuri per riflettere luce visibile
  • si trovano nella direzione del Sole
  • hanno orbite difficili da osservare dalla Terra

Il telescopio NEO Surveyor permetterebbe di individuare proprio questi asteroidi nascosti. Il lancio era previsto per il 2026, ma è stato rinviato almeno al 2027–2028.

Il costo stimato è di circa 1,6 miliardi di dollari. Una cifra che può sembrare enorme, ma rappresenta meno dell’1% del budget complessivo della NASA.

Difesa planetaria e politica della prevenzione

Il punto più delicato della difesa planetaria non è tecnologico. È politico.
Il programma dedicato al monitoraggio degli asteroidi riceve circa 100 milioni di dollari l’anno, una cifra minima rispetto ad altri programmi spaziali. Il motivo è semplice: la prevenzione non fa notizia.
Finanziare qualcosa che potrebbe non accadere mai domani è sempre difficile dal punto di vista politico. Eppure, se accadesse, sarebbe troppo tardi per intervenire.

Va detto con chiarezza: non esiste oggi alcun asteroide noto in rotta di collisione con la Terra nei prossimi cento anni.

Non siamo di fronte a un’emergenza immediata. Ma siamo davanti a un problema strutturale di lungo periodo.
Secondo la scienziata Nancy Chabot, protagonista della missione DART, al momento non esiste un’altra sonda pronta a partire in caso di emergenza. La missione europea Hera mission studierà gli effetti dell’impatto di DART, ma si tratta di ricerca scientifica, non di un sistema di difesa operativo.

Difesa planetaria: una sfida globale

Negli ultimi anni il tema della difesa planetaria sta diventando sempre più internazionale. La Cina ha annunciato un proprio test di deviazione asteroidale previsto per il 2027.
Nel frattempo il nuovo Vera C. Rubin Observatory sta iniziando a scoprire migliaia di nuovi oggetti nel sistema solare. Anche le Nazioni Unite hanno rafforzato l’attenzione su questo tema, designando il 2029 come Anno Internazionale della Difesa Planetaria in coincidenza con il passaggio ravvicinato dell’asteroide Apophis.

Il quadro complessivo non è catastrofico. Le tecnologie esistono e la cooperazione scientifica internazionale è attiva.
Ma la difesa planetaria dipende da un fattore molto semplice: il tempo. Se un asteroide venisse scoperto troppo tardi, la finestra per intervenire sarebbe estremamente ridotta.

Ed è qui che la questione torna inevitabilmente alla politica.

Siamo disposti a investire oggi nella difesa planetaria per prevenire un evento raro ma potenzialmente devastante?

FAQ

Cos’è la difesa planetaria?
La difesa planetaria è l’insieme di tecnologie e programmi scientifici sviluppati per individuare e deviare asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra.

Quanti asteroidi pericolosi conosciamo oggi?
Gli astronomi stimano circa 25.000 asteroidi vicini alla Terra sopra i 140 metri, ma solo il 40% è stato identificato.

Esiste oggi un asteroide in rotta di collisione con la Terra?
No. Attualmente non esistono asteroidi conosciuti che possano colpire la Terra nei prossimi cento anni.

Se hai una bella storia di innovazione, raccontala a Talkoo

Condividi ora:

Potrebbe interessarti anche:

TikTok-AI

TikTok, AI, avatar e identità digitale: quando una spunta può cambiare tutto

Stefano-Besseghini-Forum-Duezerocinquezero

Besseghini entra in Duezerocinquezero: energia, crisi internazionale e scelte di sistema al centro del Forum

Patto-dei-sindaci-Talkoo

Patto dei Sindaci: oltre 1.500 Comuni per il clima