Geotermia profonda: energia e litio dal sottosuolo

La geotermia profonda potrebbe diventare una delle tecnologie più interessanti per la transizione energetica europea. Nel Regno Unito è entrata infatti in funzione la prima centrale elettrica basata su geotermia profonda, un impianto che sfrutta il calore delle rocce a diversi chilometri di profondità per produrre energia rinnovabile.

La centrale si trova a United Downs, in Cornovaglia, ed è stata sviluppata dalla società Geothermal Engineering Ltd. Il progetto rappresenta un passo importante per dimostrare come la geotermia possa produrre energia pulita in modo continuo, indipendentemente dalle condizioni climatiche.
L’impianto utilizza due pozzi perforati a oltre cinque chilometri di profondità. A queste distanze dalla superficie la temperatura delle rocce granitiche supera i 190 gradi Celsius, sufficiente per produrre vapore e generare elettricità. La potenza installata è di circa tre megawatt, una quantità che consente di alimentare fino a diecimila abitazioni.

Definizione chiave

La geotermia profonda è una tecnologia che utilizza pozzi perforati a diversi chilometri di profondità per intercettare il calore delle rocce terrestri. Questo calore viene utilizzato per produrre vapore e generare elettricità.

Geotermia profonda: una nuova frontiera dell’energia rinnovabile

geotermia-profonda

La geotermia profonda sfrutta il calore naturale presente nelle rocce del sottosuolo terrestre. A differenza di fonti rinnovabili come il solare o l’eolico, questa tecnologia può produrre energia in modo continuo, senza dipendere dalla presenza del sole o del vento.
Nonostante questo vantaggio, la geotermia rappresenta oggi meno dell’1% della produzione energetica globale.
Il limite principale è sempre stato di natura geologica. Le risorse geotermiche facilmente accessibili si trovano infatti solo in alcune regioni del pianeta, spesso in aree vulcaniche o tettonicamente attive.
Le tecnologie di perforazione profonda, però, stanno cambiando questo scenario. Oggi è possibile raggiungere riserve di calore molto più profonde rispetto al passato, rendendo la geotermia una fonte energetica potenzialmente accessibile in molte più regioni del mondo.
Il progetto di United Downs dimostra proprio questa possibilità: sfruttare il calore delle rocce granitiche anche in territori che non presentano una forte attività vulcanica.

Geotermia profonda e litio: una combinazione strategica

Uno degli aspetti più innovativi dell’impianto riguarda la possibilità di produrre litio insieme all’energia.
I fluidi geotermici che risalgono dal sottosuolo contengono infatti concentrazioni significative di questo elemento chimico, considerato una materia prima strategica per la produzione delle batterie utilizzate nei veicoli elettrici e nei sistemi di accumulo energetico.
Accanto alla centrale di geotermia profonda è stato quindi sviluppato un impianto per l’estrazione di carbonato di litio.
La produzione iniziale è relativamente limitata, circa 100 tonnellate all’anno, ma l’obiettivo è molto più ambizioso: raggiungere 18.000 tonnellate annuali entro il prossimo decennio.Se questo traguardo venisse raggiunto, l’impianto britannico potrebbe diventare uno dei primi esempi europei di produzione integrata di energia rinnovabile e minerali critici.

Come funziona il sistema integrato di geotermia profonda

Il funzionamento della centrale segue un modello circolare. Il fluido caldo viene estratto dal sottosuolo attraverso i pozzi profondi. Il calore viene utilizzato per produrre vapore che aziona turbine elettriche. Successivamente il litio viene separato dal fluido geotermico.
Una volta raffreddato, il fluido viene reiniettato nel sottosuolo, mantenendo stabile il sistema geotermico e riducendo l’impatto ambientale dell’impianto.

Questo processo permette alla geotermia profonda di svolgere una doppia funzione:

  • produrre energia rinnovabile
  • recuperare una materia prima strategica per la transizione energetica

Un aspetto particolarmente rilevante in un contesto globale in cui l’accesso al litio è diventato un tema geopolitico sempre più importante.

Energia pulita e materie prime per la transizione

L’Europa sta cercando di ridurre la propria dipendenza dalle importazioni di minerali critici necessari per la produzione di batterie.
Progetti come quello di United Downs dimostrano che la geotermia profonda potrebbe contribuire a questo obiettivo, producendo contemporaneamente energia pulita e materiali essenziali per l’elettrificazione dei trasporti.
Se queste tecnologie riusciranno a scalare su larga scala, potrebbero cambiare il modo in cui vengono progettati gli impianti energetici del futuro.
Non solo centrali elettriche, ma infrastrutture integrate capaci di produrre energia e risorse strategiche nello stesso luogo.
La domanda è inevitabile: la geotermia profonda diventerà una delle colonne portanti della transizione energetica europea?

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